Cosa vuole dire, ancora oggi, povertà? Quali sono gli impegni che tutti noi siamo disposti ad assumere per agire concretamente in favore di quel miliardo di persone che, oggi come ieri, non ha nulla di cui sfamarsi? Come si è organizzato il “primo mondo” per venire incontro all’emergenza di quei 4/5 di mondo che paga ogni giorno il prezzo altissimo del sottosviluppo, del neo-colonialismo, delle condizioni inique di un mercato e di un’economia che riducono alla povertà estrema una porzione enorme di umanità?

In questa sezione del sito vengono offerti alcuni spunti ed alcuni strumenti di analisi e approfondimento sui grandi temi che riguardano da vicino il nostro sentire condiviso e l’impegno che mettiamo in campo nell’aderire alla Catena. Sono materiali, documenti e scritti di personalità, associazioni e organizzazioni che hanno aderito alla Catena Umana e partecipano con tutti noi a questo comune desiderio di conoscenza e cambiamento.

Per chi desidera conoscere, per chi desidera riflettere, per chi desidera assumere con coscienza un ruolo attivo nel domandarsi il perché di una miseria, il perché di un impegno di giustizia, cosa implica una promessa non mantenuta. E le ragioni profonde di una Catena Umana.

Spunti di riflessione su significati, simbologie e contenuti legati all’abbraccio del 5 Luglio. Autore Piergiorgio Da Rold, direttore e fondatore di “Insieme si può…”, con all’attivo oltre 50 esperienze di volontariato, missione e cooperazione internazionale nel Sud del Mondo.

Leggi l’articolo: “Promesse scritte sulla carta igienica”

Leggi le parole di Piergiorgio Da Rold su “Le Dolomiti abbracciano l’Africa”

La Coalizione Italiana contro la Povertà è sostenuta da oltre 10 milioni di cittadini italiani e da 70 organizzazioni, associazioni, sindacati e movimenti della società civile italiana e internazionale, tra cui la ONG “Associazione Gruppi insieme si può…” e diversi altri aderenti alla Catena Umana alle Tre Cime del 5 Luglio 2009.
Nata nel 2005, in questi anni, la Coalizione ha organizzato attività di mobilitazione e campagne internazionali, per spingere i leader politici a mantenere gli impegni assunti e sradicare la povertà, rispettare le Convenzioni Internazionali, l’ambiente e i diritti umani.

Leggi il Documento della Coalizione Italiana Contro la Povertà in occasione del Vertice del G8 2009

ONE è un’organizzazione di campagne e advocacy sostenuta da più di due milioni di persone nel mondo impegnate nella lotta contro la povertà estrema e le malattie curabili, soprattutto in Africa. ONE si batte per il cambiamento attraverso la pressione politica: chiediamo ai Governi di mantenere le promesse fatte nella lotta contro la povertà e chiediamo ai leader del pianeta di sostenere politiche di aiuto allo sviluppo più efficienti e di riformare il sistema commerciale internazionale in maniera piu’ equa. Sosteniamo gli sforzi per una maggiore trasparenza e una piu’ democratica distribuzione delle risorse nei Paesi in via di Sviluppo in modo che gli aiuti siano spesi nel miglior modo possibile.

ONE /DATA è uno delle più autorevoli entità di controllo e analisi, a livello internazionale, dell’impegno dei G7 – G8 nei confronti del Sud del Mondo, in particolare dell’Africa Subsahariana.

Leggi il Report 2009 di ONE, diviso per nazioni e analizzato per obiettivi (disponibile anche in lingua italiana) il cui scopo è monitorare il rispetto degli impegni presi dal G8 nei confronti dell’Africa

Mani Tese, Organizzazione non governativa aderente e promotrice della Catena Umana “Le Dolomiti abbracciano l’Africa”, è nata nel 1964. Dal 1978 è riconosciuta come Ente Morale e, dal 1997, è dotata dello status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC)

Leggi “Le 8 sfide del Pianeta” approfondimento sui temi degli impegni del G8 e sugli Obiettivi del Millennio

  • DALLA STAMPA

L’Africa delle opportunità. Speciale G8 de “La Stampa”. Interventi di Bob Geldof, Tony Blair, Desmond Tutu, Card. Carlo Maria Martini, Enzo Bianchi, Roberto Saviano, Romano Prodi, Jovanotti, Bono Vox … Vai allo speciale

G8, bilancio in chiaroscuro. Un vertice al di sotto delle attese, risultati modesti, leader uniti contro il protezionismo ma divisi sul clima. E’ in chiaroscuro il primo bilancio del G8 che emerge dai siti dei media stranieri. E’ l’accordo sul clima a suscitare le maggiori perplessità. Vai all’articolo de “Il sole 24 ore”

Il G8 si chiude con l’Africa. 20 mld in 3 anni per i paesi poveri. E’ l’Africa, con i suoi paesi emergenti e quelli che arrancano per non soccombere, il tema dominante dell’ultima e conclusiva giornata di questo G8. Ne parlano i Grandi che dedicano la mattinata ad un confronto con i loro partner del Continente arabo e nero. Vai all’articolo de “La Repubblica”

Intesa G8 sugli aiuti all’Africa. «Contro la fame 20 miliardi di dollari» Dall’Italia 450 milioni. Gli Otto Grandi e i Paesi africani: «Proteggere i vulnerabili». Storico accordo sull’acqua. Nella terza e ultima giornata di lavori, i leader del G8 hanno approvato la Dichiarazione sull’Africa e quella sull’acqua. Vai all’articolo de “Il Corriere della Sera”

Nella terza e ultima
giornata di lavori, i leader del G8 hanno approvato la Dichiarazione sull’Africa e quella
sull’acqua. I Grandi della Terra uniti ai Pesi africani si sono inoltre impegnati a mobilitare venti
miliardi di dollari in tre anni per combattere la fame

E i potenti stanno a guardare. G8: le promesse e i tradimenti. Sviluppo, ambiente, salute: le promesse dei “Grandi”, tra realizzazioni e tradimenti.Gli Obiettivi del Millennio fissati nel 2000 e da raggiungere entro il 2015 sono ancora lontanissimi. Nazioni Unite e società civile premono, la risposta tocca al G8. Quale sarà?  Vai all’articolo di “Famiglia cristiana”

Jovanotti scrive a Berlusconi. Appelli degli artisti per l’Africa. Lontano dall’Aquila ma su altre montagne, nelle Dolomiti, altri musicisti e cantanti danno il loro contributo alla causa dell’Africa, che al G8 avrà un palcoscenico particolare con l’invito di numerosi paesi. Paolo ’Pau’ Bruni per i Negrita, Moni Ovadia, Lucio Dalla, Francesco Baccini, Edoardo Bennato e Gualtiero Bertelli sono scesi al fianco degli organizzatori della manifestazione ’G8 -Le Dolomiti abbracciano l’Africa’ … Vai all’articolo de “Il Corriere della Sera”

Times: Berlusconi non dovrebbe guidare il G8. I leader del G8, scrive Green, dovrebbero essere imbarazzati dal fatto che sia Berlusconi a fare da ospite. Non perché i suoi colleghi abbiano preso una posizione morale «sugli intrallazzi nei quali è invischiato il leader italiano». No, continua, la ragione è ancora più importante: «L’agenda del G8 mette al centro l’Africa e lo sviluppo ma Berlusconi non ha mantenuto le sue promesse di aiuti». A causa sua, «la statura internazionale dell’Italia si è rimpicciolita». Vai all’articolo de “Il Sole 24 ore”

Aiuti ai Paesi poveri, l’Italia taglia i fondi. Per la cooperazione allo sviluppo stanziato lo 0,12% del Pil. Secondo i Maori della Nuova Zelanda ogni cosa donata ha in sé uno spirito magico, di nome Hau, che spinge chi lo ha ricevuto a ricambiare. Gli Stati sanno benissimo che i Maori hanno ragione. Vai all’articolo de “Il Corriere della Sera”

I conti di Bono. « È il momento di mantenere le promesse fatte». Rispettato solo il 3% degli impegni. Da Bono degli U2 al cardinale Oscar Andre’s Rodriguez Mariadaga, arcivescovo di Tegucigalpa (Honduras) e presidente di Caritas internationalis, la denuncia è unanime: l’Italia ha diminuito di oltre la metà il suo aiuto allo sviluppo per i paesi poveri (Aps). Vai all’articolo de “Il Corriere della Sera”

Allarme FAO soffre la fame oltre un milardo di persone. Per la prima volta nella storia, stima dell’organismo Onu a nove zeri, un sesto dell’umanità. Colpa della crisi economica globale. “A rischio la pace e la sicurezza nel mondo”.Vai all’articolo de “La Repubblica

L’Italia non rispetta gli impegni presi per aumentare gli aiuti all’Africa. Il G8 ha fornito solo un terzo dell’aiuto promesso nel 2005 per colpa di Italia e Francia. L’accusa dell’associazione di Gates e Geldof: «Operato del Paese fa sorgere dubbi su credibilità come presidente G8»Vai all’articolo de “Il Corriere della Sera”